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Interview

eMemory, la piattaforma di Torino dedicata alla privacy dell'utente!

Abbiamo intervistato il team di eMemory che risponde ad una semplice domanda: davvero vogliamo che i nostri dati siano alla portata di tutti?

Nella città di Torino, è nato un progetto estremamente interessante, eMemory. eMemory è una piattaforma di memoria digitale: una pagina totalmente personale e segreta all'interno della quale l'utente può raccogliere dati di qualsiasi tipo, dai file “cartacei”, alle foto, ai documenti e molto altro. Ai più distratti potrebbe sembrare qualcosa di già sentito, ma vi assicuro che eMemory risulta più intrigante di quanto possa sembrare a un primo sguardo. Milllenials e bambini che tengono in mano prima uno smartphone e solo poi, forse, un libro di favole, hanno portato il team di eMemory a porsi e a porci alcune domande, che sono poi quelle fondanti la filosofia di questa piattafroma: davvero vogliamo che i nostri dati siano alla portata di tutti? Come è possibile che abbiamo perso il valore e il senso dei nostri dati? Davvero ricordiamo i dati che abbiamo prodotto e dove li abbiamo messi? Il tempo e lo spazio sono davvero diventati digitali?
 



 

Ho quindi intervistato a Torino Pietro Jarre, il fondatore di eMemory, Alberto Trivero e Alessandro Macagno del team di sviluppo.


Innanzitutto come è nato E-Memory? Come ti è venuto in mente di creare un sito che avesse questi scopi?

 

Pietro: - Io lavoravo in un’azienda che cercava di aiutare delle persone sparse per il mondo, che avevano interessi comuni, a lavorare assieme provando ad usare dei software già predisposti per condividere conoscenze e dati. Allora sbattevo contro il fatto che, se le persone non sentono qualcosa come proprio, è molto difficile che queste partecipino attivamente allo scambio di informazioni. Se la piattafroma è fatta da qualcun’altro, ti è difficile ingaggiare qualcosa che non senti davvero tuo. Quindi ho pensato fosse necessario sviluppare un sito che permettesse a un individuo di riappopriarsi delle proprie “regole di gioco”. Quindi di riappropiarsi della propria vita, delle proprie informazioni e della propria privacy; con ognuno le proprie regole.
Sono nato e cresciuto in un ambiente in cui la ricerca delle proprie origini è stato molto importante. Questo mi ha forgiato, tant’è che credo fermamente che la cura delle propria identità sia l’elemento essenziale per il progredire dell’umanità. La realtà degli ultimi anni, in cui mezzi digitali, come i vari Social, e  i modi e gli scopi commerciali e politici con cui vengono,mi hanno fatto pensare a come si potesse utilizzare meglio l’informatica, in modo da riapporiarci di una vera tecnica digitale, meno dispersiva. Socialmente utile, insomma.

 

Quali sono state le riflessioni iniziali, in fase di costruzione della piattaforma?


Pietro: Nei primi mesi in cui io, e i miei primi collaboratori, Alessandro Macagno e Alberto Trivero, pensavamo a creare una piattaforma in grado di ospitare le memorie digitali delle persone, non riflettevamo tanto sugli aspetti della realtà estetica o di aspetto della piattaforma bensì ci siamo preoccupati degli aspetti riguardanti la sicurezza e la tutela della privacy. Non  vogliamo produrre qualcosa di fretta, per il puro gusto di far qualcosa in fretta, producendo un esperienza che potremmo definire marginale. Questo è "l'atteggiamento" e la predisposizione della maggior parte delle altre app, che tendono quasi a demenzializzare l’essere umano nell'intento di rendergli la vita innaturalmente più comoda. Noi siamo contro questo punto di vista poco lungimirante. Penso che siano la difficoltà e la complessità a permettere e stimolare la crescita e l’allenamento della intelligenza umana. Ad esempio, oggi che le persone non devono più ricordare a memoria né numeri di telefono o nomi di vie e piazze, le statistiche segnalano che l’alzehimer è aumentato vertiginosamente. Dal canto loro, i nativi digitali, quando si affacciano ai primi problemi della vita spesso si ritirano nelle loro camerette e si rifiutano di affrontare qualsiasi tipo di difficoltà o situazione di scontro e di difficoltà, vedi gli hikikomori, come li chiamano in Giappone: persone che si ritirano da ogni responsabilità o peggio ancora si suicidano per facezie.
Noi di E-Memory vogliamo offrire un'esperienza che inviti a considerare in modo diverso l'utilizzo delle nuove tecnologie per l'immagazzinamento e la gestione dei dati confidenziali, delle immagini e video, dei documenti testuali, e qualsiasi formato possa costituire un ricordo o una memoria salvaguardabile in digitale.
L'aspetto della partecipazione per noi è fondamentale ed è uno degli aspetti principali della nostra vocazione sociale. Per questo, noi diamo e vogliamo dare la possibilità di essere azionisti della società che gestisce la piattaforma.”

Ok, concettualmente parlando abbiamo capito a cosa può servire E-memory, ma è anche vero che esistono altre “banche di raccolte dati”, la differenza quindi qual è dal punto di vista dell'utente?

A questa domanda risponde Alessandro Macagno.


Alessandro: Su programmi come Cloud, Dropbox, OneDrive puoi raccogliere file, mentre su eMemory raccogli ricordi, emozioni. Se io faccio un certo numero di foto al giorno queste foto possono venire tutte backuppate su servizi google photos. Ma se io volessi trovare quella data foto tra un anno, non ricorderò tutto quello che è successo il giorno in cui ho scattato la suddetta foto. Su DropBox posso immettere tutte le foto e i dati che voglio(e questo posso farlo anche su E-Memory), ma come fai a raccontare a te stesso e a ricordare davvero quello che è successo? Grazie al tuo eMemory hai la possibilità di salvaguardare anche le emozioni, i pensieri e le sensazioni di quel giono. Per dare un reale contesto umano a quella foto, quel file.
Trasformare i dati in conoscenza. Oggi giorno veniamo bombardati da sempre più dati ma ce ne ricordiamo sempre di meno, Mememory vuole invece aiutare a fare una vera generare invece una vera e propria memoria digitale. Individuale ma anche collettiva.

 


 

Vorrei approfondire il discorso su un argomento controverso del mondo del web, la privacy. Cosa mi dite a riguardo?

 

Alberto Trivero: “Ci sta moltissimo a cuore e pensiamo che gli altri servizi informatici, come per esempi i social network più diffusi, abusino di molte lacune legislative per massimizzare i propri profitti a danno della privacy delle persone. A noi d eMemory sta molto a cuore questo tema. La morale dell’azienda infatti è conservare a tutti i costi la privacy della persona che ha scelto di utilizzare eMemory per conservare la propria memoria in digitale. Noi non possiamo vedere, il nostro sistema è costruito perché questo sia impossibile anche a noi sviluppatori, cosa i nostri utenti inseriscono in E-Memory e non intendiamo in nessun modo, soprattutto, venderli a terzi. Infatti il sito non è soggetto a feedback ed intrusioni da parte di Facebook, Google Ads o altri provider publicitari. A noi bastano un indirizzo mail e password. Non profiliamo le persone in base al sesso, l’età, l’ istruzione, ecc... E-memory non determina l’analisi del tuo comportamento on-line e quindi non pratica la vendita di questa tipologia di dato verso nessun'altro soggetto.

 


 

Per fare un esempio, la geografia del dominio del sito è  .it perchè siamo basati in Italia ma soprattutto perché in Europa sono state approvate delle leggi sulla privacy e di tutela diverse rispetto a quelle a cui fanno riferimento altre piattaforme con base in altri paesi come gli USA. Per fare un esempio, gli avvocati non possono usare OneDrivem Cloud o altri servizi per  tenere una copia dei documenti dei clienti perchè i server sono al di sotto del potere della legislazione americana e in America, le leggi non sono certamente a favore della privacy delle persone. Le leggi italiane/europee non consentendo invece l’esportazione di dati, ci hanno convinto che avere il dominio in Italia garantisse una maggior sicurezza per i nostri clienti e per i loro dati."

Quale potrebbe essere un utilizzo comune e quotidiano della vostra piattaforma?


Alessandro: Stiamo per lanciare una nuova caratteristica, il Diario Segreto, inserendolo in un’ottica ancor più personale e, ovviamente, digitalizzata. Questo vuol dire che, oltre ad inserire foto, le persone potranno testimoniare momenti della propria vita scrivendo testi o caricando video con i propri smartphone. Io per esempio carico quasi tutti i giorni  una pagina multimediale di diario segreto, all'interno di eMemory. Uso fare dei piccoli video, giusto per raccontare le cose salienti che mi sono accadute durante la giornata e le inserisco sul mio Diario. Vorremmo creare un diario personale, che possa contenere un pensiero veloce, scrivere qualcosa per i se stessi di domani. Tornare al valore della Memoria e del ricordo vero. eMemory è  per qualsiasi fascia d’età: dai più piccoli, per cui sono stati creati dei giochi di memoria con le foto che loro stessi o i loro genitori hanno deciso di inserire; per gli adulti che coglieranno l’importanza di tenere un diario segreto digitale e quindi di essere più consapevoli rispetto ai momenti della propria vita nel futuro, rispetto alla vita che stanno vivendo oggi. Senza dimenticare gli anziani che possono scegliere di patrimonializzare la propria conoscenza, i propri ricordi e le proprie memoria per salvaguardarli in digitale e poterli rivedere sempre, anche lasciandoli in eredità ai propri eredi. Oltretutto gli album di E-memory possono anche essere condivisi, in questo caso coi proprio famigliari, dando la possibilità di creare delle esperienze di memoria condivisa.

Siamo all’ultima domanda: progetti futuri per E-Memory?


Molti dei nostri progetti futuri comprendono diversi aspetti della digitalizzazione di materiale. Ovvero abbiamo in programma di dare la possibilità di duplicare o trasferire qualsiasi tipo di contenuto analogico, scannerizzandolo o spedendolo materialmente ai laboratori di eMemory. Inoltre fornire supporti per stampare foto ad alta qualità file provenienti da eMemory.

AUTORE DELL'ARTICOLO Hooks Travels

Editor

Student of Archeology. A lover of fine arts in all its forms and travels. Stubborn , proud , outspoken . Cat lady . Sarcasm breakfast .

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Giornalista, saggista e commediografo italiano