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Shadow of the Colossus - Il ritorno della leggenda

A distanza di 13 anni, torna la seconda opera del Team Ico

 

Che si amino o meno, i giochi di Fumito Ueda difficilmente lasciano indifferenti. Si tratta sempre di lavori particolari, che pur condividendo lo stesso "sapore" fra di loro, riescono comunque a distinguersi e diversificarsi.  Il Team Ico con le sue opere cerca di costruire un qualcosa di più che un semplice gioco, e se ancora oggi tanto si dibatte sullo sterile quesito "ma il videogioco può essere arte?", senza dubbio loro credono fermamente che la risposta sia affermativa. Il focus principale dei titoli firmati Ueda non verte tanto sulla raffinatezza tecnica o del gameplay quanto più sulla comunicazione di un concetto, la trasmissione di un'emozione, la decodifica di un linguaggio. E certamente in molti possono girare la testa dall'altra parte, del resto vedere simili obiettivi come pretenziosi o poco concreti è lecito ma nonostante questo e nonostante i difetti da cui questi giochi non sono esenti(anzi!), non si può negare che una volta provato ICO, The Last Guardian o lo stesso Shadow of the Colossus qualcosa rimanga, che un segno positivo venga lasciato.

 

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Titanico

Shadow of the Colossus torna quindi nuovamente in vita grazie a Bluepoint Games, software house che si è occupata del non facile compito di "restaurazione" di un gioco così importante. Da ciò che si può osservare nel materiale fino ad oggi rilasciato, si nota che il termine "remastered" sia solo un eufemismo di un processo di più ampio respiro, che mira a dare nuova luce ad un'opera che inevitabilmente ha sofferto i segni del tempo. Il comparto tecnico e grafico quindi subisce un audace(ma non ingerente) lifting, arricchendo anche i paesaggi a schermo e la loro flora, ora molto più rigogliosa e ricca. Un lavoro svolto comunque con rispetto e cognizione, che non intacca l'opera originale e cerca di darle giustizia in ogni inquadratura. Bluepoint Games pone inoltre, ancora più marcatamente, l'accento sul comparto artistico, non che ce ne fosse davvero bisogno, allegando una nuova modalità fotografia, che sicuramente farà la felicità dei fan più accaniti e in linea di massima di chiunque ami perdersi a girovagare alla ricerca dello scatto perfetto. Al tempo stesso non tocca il gameplay, continuando a dare quel feeling un po' "datato", a volte macchinoso e un po' ingessato, facile storcere il naso dinnanzi a questa scelta eppure ci si chiede davvero se non sia l'unico modo in cui questo prodotto possa essere consumato.

 

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Silenzio

In un'epoca in cui i videogiochi risultano sempre più ritmati e dal ritmo sincopato, Shadow of the Colossus Remastered offre, paradossalmente, un'esperienza diversa e anche innovativa rispetto al panorama attuale, volendo dimostrare quanto un incedere calmo e pacato possa avere la stessa forza, o forse più, di scene rocambolesche e sparatorie forsennate. Un modo di intendere il videogioco ancorato al passato eppure non obsoleto, anzi, forse potrebbe essere un buon memento di quanto questo media possa spaziare, esprimendosi nei più disparati modi possibili, senza venire meno del suo scopo principale: l'intrattenimento. Resta solo che attendere quest'ultima manciata di giorni che ci separa dal 7 febbraio, per poter mettere(nuovamente) le mani su uno dei giochi più iconici degli ultimi quindici anni.

 

ARTICOLO DELL'AUTORE Lorenzo "Igno" Stabile

È un vorace appassionato di videogiochi da quasi due decadi. La scintilla scoccò quando gli venne dato per la prima volta il controllo di un porcospino blu con le scarpe da tennis, che sfrecciava su un piccolo televisore. Crescendo, il disegno è diventata la sua ragione di vita, ma i videogiochi non si arrendono e tentano continuamente di assorbirlo completamente. Ama gli action, i platform e qualsiasi titolo "arcade", non disdegna fps, avventure grafiche e picchiaduro ma il suo grande amore rimangono gli RPG.

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