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L'Allarme della Consob: l'Italia subirà una forte pressione monetaria!

Il presidente della Consob, Vegas, è critico per l'operato dell'Italia, incapace di cogliere l'opportunità offerta dalla BCE...

Tempi duri per l'Italia sul fronte monetario. Secondo quanto affermato dal presidente della Consob, Giuseppe Vegas, nel discorso annuale al mercato finanziario, "L'inflazione si sta progressivamente riportando in prossimità dell'obiettivo del 2 per cento, mentre negli Stati Uniti è già in corso un inasprimento monetario. L'Italia dovrà prepararsi ad affrontare la nuova situazione che si profila, non potendo più contare sul puntello esterno della leva monetaria".

La Bce, a onor del vero, aveva ridotto la pressione sui paesi come l'Italia, per permettere di “recuperare terreno sul piano della competitività, della stabilità e della convergenza”, ma l'Italia, come sottolineato dallo stesso Vegas, “non è stata in grado di cogliere questa opportunità”.

Tutto questo ha portato l'Italia a un declassamento dei propri titoli di rendimento: "Il sistema produttivo italiano ha subito un'erosione di competitività nell'ordine del 30% rispetto alla Germania", e questo si è tradotto nella famigerata differenza di rendimenti tra i titoli di Stato dell'Eurozona".

Come può uscire l'Italia da queste situazione difficile? La ricetta la dà lo stesso Vegas: "La moneta unica ha creato un ecosistema in cui la competitività può essere difesa e incrementata solo attraverso le leve dell'istruzione, dell'innovazione e delle riforma del quadro macroeconomico".



Per quelli che sostengono, per la risoluzione del problema, un'uscita dell'Italia dall'Europa come ha fatto la Gran Bretagna, Vegas non crede che possa essere questa la strada da seguire: “sarebbe uno shock per l'intera eurozona. Ne metterebbe a rischio la sopravvivenza. Lo scenario Italexit metterebbe a repentaglio la stabilità, il buon funzionamento del sistema finanziario e la salvaguardia del mercato".

Per quanto riguarda le banche in difficoltà, "Il primo e provvisorio bilancio di applicazione del bail-in (cioè la risoluzione interna della crisi, tramite gli azionisti, obbligazionisti e correntisti, ndr) non può dirsi positivo. Le stesse regole che l'Europa si è datata per assicurare stabilità - continua Vegas - si sono rivelate in questo caso un fattore di instabilità”. Inoltre, "la gestione delle crisi può richiedere interventi tempestivi incompatibili con i meccanismi Francoforte-Bruxelles".

Il presidente di Consob ha quindi sottolineato che "alla prova dei fatti, l'idea di circoscrivere ai soli investitori di una banca i costi del salvataggio si sta mostrando illusoria". Inoltre il bail-in "in assenza di un'adeguata fase di transizione si è rivelato uno shock normativo che ha contribuito a minare la fiducia nel sistema bancario".

 

 

Come ben illustrato da Vegas, la situazione è alquanto critica e le misure adottate, bail-in in testa, non hanno portato le soluzioni sperate. Anzi, dati alla mano, si può senza dubbio affermare che questa scelta è stata fallimentare. I populisti, che cercano di cavalcare l'onda della crisi paventando l'uscita dall'Europa, non stanno indicando la soluzione al problema, ma vogliono solo fare proseliti.

A questo si aggiunge l'atavica incapacità tutta italiana di cogliere le opportunità messe a disposizione dell'Europa per recuperare terreno. Il messaggio di Vegas è sicuramente da sposare quanto dice che l'Itala, se vuole farcela, deve ripartire dall'istruzione e dall'innovazione, oltre che a riformare, in toto, il quadro macroeconomico. In queste ultime mancate azioni la politica, soprattutto quella delle banche, ha dato il colpo decisivo.

ARTICOLO DELL'AUTORE Giovanni Gallo

Giornalista e comunicatore. La sua attività si snoda fra pubblicità, comunicazione e giornalismo. Mondi affini dei quali egli cerca quotidianamente i punti di convergenza. Brevità e chiarezza sono i suoi capisaldi. È convinto che la società attuale abbia più bisogno di allievi che di maestri.

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